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CENNI STORICI SUL COMUNE
Il Palazzo Ducale è il monumento simbolo di Urbino. Voluta da
Federico, la costruzione venne inizialmente affidata (1455) al
fiorentino Maso di Bartolomeo che si trovava in città a
scolpire il portale della chiesa di San Domenico e a
coadiuvarlo in questo inizio sarà Michele di Giovanni da
Fiesole.
Nel 1465 il duca Federico chiamerà L. Laurana che trasformerà
la costruzione costruendo il cortile, lo scalone, il salone
del trono e la facciata occidentale aperta da tre logge
sovrapposte e stretta fra due torricini. L’opera sarà
terminata da Francesco di Giorgio Martini che realizzerà la
facciata a due ali e le finestre rinascimentali aiutato anche
da Ambrogio Barocci. Il secondo piano sarà costruito nel 1536
da Girolamo Genga.
Attualmente il palazzo ospita l’Istituto statale d’arte delle
Marche, la soprintendenza per i Beni artistici e la «Galleria
nazionale delle Marche». Qui ricordiamo solo i celeberrimi:
Arazzi delle officine Gobelins di Parigi (fatti su cartoni di
Raffaello).
ASPETTI CARATTERISTICI DI INTERESSE
TURISTICO
Sorge su una collina che divide la valle del Foglia da quella
del Metauro. Storicamente Urvium Metaurense sorse fin dai
tempi più antichi e ricordata già da Plinio il Vecchio e
Varrone, fu sicuramente Municipium romano. I primi vescovi
furono, nel secolo VI, Leonzio e Sebastiano. Nel 527 venne
conquistata da Belisario e nel 568 fu presa dai Longobardi
dopo la caduta dell’importante punto strategico del Furlo.
Dopo la morte di Liutprando i franchi di Pipino donarono a
Roma la città assieme a molti altri territori e a tutta la
Pentapoli. L’autorità ecclesiastica ben presto si affievolì
tanto che troviamo Urbino schierata dalla parte ghibellina e
gli Svevi la concederanno in feudo ai Montefeltro, provenienti
da una ramo dei Carpegna. È il Barbarossa che nel 1155 la dà
al conte Antonio di Montefeltro e poi a Federico II la
riaffiderà al figlio di Montefeltrano I , Buonconte. La
signoria si affermò con Montefeltrano II e Federico I.
L’Albornoz successivamente manderà in esilio tutta la
famiglia, ma ben presto, aiutata dai tumulti che erano
scoppiati in città, ritornerà con Guidantonio che si vedrà
confermare da papa Bonifacio IX. Eugenio IV concederà ad
Oddantonio il titolo di duca. Ad Oddantonio, ucciso in una
sedizione, succederà Federico II che farà raggiungere ad
Urbino l’apice della grandezza e dello splendore. Alla sua
morte, nel 1482, gli succederà il figlio Guidobaldo che per
due volte dovrà lasciare la città a Cesare Borgia. Guidobaldo
che non avrà successori, adottò il nipote Francesco Maria
Della Rovere il quale gli successe nel governo, tranne per un
breve periodo quando il papa Leone X affidò la città alla
famiglia De’ Medici. A Francesco Maria II, essendo estinta la
discendenza maschile fu costretto a lasciare il ducato nelle
mani del pontefice. Divenne quindi sede di legazione
pontificia con a capo un cardinale. Nel 1797, dopo essere
stata presa dalle truppe di occupazione francesi, fece parte
della Repubblicas Romana e dieci anni dopo del Regno d’Italia.
Ritornò quindi allo Stato della Chiesa sino al 1860 quando
l’11 settembre il generale Cialdini vi fece ingresso con le
sue truppe. |