Lettera  " U "

URBINO

Altezza sul livello del mare m. 475
Distanza da Pesaro km. 34

 

 

 

CENNI STORICI SUL COMUNE
Il Palazzo Ducale è il monumento simbolo di Urbino. Voluta da Federico, la costruzione venne inizialmente affidata (1455) al fiorentino Maso di Bartolomeo che si trovava in città a scolpire il portale della chiesa di San Domenico e a coadiuvarlo in questo inizio sarà Michele di Giovanni da Fiesole.
Nel 1465 il duca Federico chiamerà L. Laurana che trasformerà la costruzione costruendo il cortile, lo scalone, il salone del trono e la facciata occidentale aperta da tre logge sovrapposte e stretta fra due torricini. L’opera sarà terminata da Francesco di Giorgio Martini che realizzerà la facciata a due ali e le finestre rinascimentali aiutato anche da Ambrogio Barocci. Il secondo piano sarà costruito nel 1536 da Girolamo Genga.
Attualmente il palazzo ospita l’Istituto statale d’arte delle Marche, la soprintendenza per i Beni artistici e la «Galleria nazionale delle Marche». Qui ricordiamo solo i celeberrimi: Arazzi delle officine Gobelins di Parigi (fatti su cartoni di Raffaello).

ASPETTI CARATTERISTICI DI INTERESSE TURISTICO

Sorge su una collina che divide la valle del Foglia da quella del Metauro. Storicamente Urvium Metaurense sorse fin dai tempi più antichi e ricordata già da Plinio il Vecchio e Varrone, fu sicuramente Municipium romano. I primi vescovi furono, nel secolo VI, Leonzio e Sebastiano. Nel 527 venne conquistata da Belisario e nel 568 fu presa dai Longobardi dopo la caduta dell’importante punto strategico del Furlo. Dopo la morte di Liutprando i franchi di Pipino donarono a Roma la città assieme a molti altri territori e a tutta la Pentapoli. L’autorità ecclesiastica ben presto si affievolì tanto che troviamo Urbino schierata dalla parte ghibellina e gli Svevi la concederanno in feudo ai Montefeltro, provenienti da una ramo dei Carpegna. È il Barbarossa che nel 1155 la dà al conte Antonio di Montefeltro e poi a Federico II la riaffiderà al figlio di Montefeltrano I , Buonconte. La signoria si affermò con Montefeltrano II e Federico I. L’Albornoz successivamente manderà in esilio tutta la famiglia, ma ben presto, aiutata dai tumulti che erano scoppiati in città, ritornerà con Guidantonio che si vedrà confermare da papa Bonifacio IX. Eugenio IV concederà ad Oddantonio il titolo di duca. Ad Oddantonio, ucciso in una sedizione, succederà Federico II che farà raggiungere ad Urbino l’apice della grandezza e dello splendore. Alla sua morte, nel 1482, gli succederà il figlio Guidobaldo che per due volte dovrà lasciare la città a Cesare Borgia. Guidobaldo che non avrà successori, adottò il nipote Francesco Maria Della Rovere il quale gli successe nel governo, tranne per un breve periodo quando il papa Leone X affidò la città alla famiglia De’ Medici. A Francesco Maria II, essendo estinta la discendenza maschile fu costretto a lasciare il ducato nelle mani del pontefice. Divenne quindi sede di legazione pontificia con a capo un cardinale. Nel 1797, dopo essere stata presa dalle truppe di occupazione francesi, fece parte della Repubblicas Romana e dieci anni dopo del Regno d’Italia. Ritornò quindi allo Stato della Chiesa sino al 1860 quando l’11 settembre il generale Cialdini vi fece ingresso con le sue truppe.